
Qual è il problema?
Che costano troppo? Il prezzo si abbasserà, come è successo con l’iPod. Che la batteria dura troppo poco? Grazie all’inchiostro elettronico l’autonomia può superare le 30 ore. Che il design è, davvero, troppo brutto? Ce ne sono anche di esteticamente piacevoli, attraenti, e ad ogni modo ce ne saranno sicuramente di nuovi, sempre più belli, sempre più versatili, potenti.
Allora dove sta il problema? Perché se chiediamo a un gruppo di amici lettori se compreranno un ebook reader quando ce ne saranno di accessibili sul mercato italiano, tutti si affrettano a dire che mai e poi mai leggeranno un libro in ebook?
Qual è il problema. Semplicemente, che non è la stessa cosa? Che non è la stessa cosa leggere un romanzo sulla carta e leggerlo su di un pezzo di plastica traslucido? Certo che non lo è. Come non è assolutamente la stessa cosa ascoltare il concerto di Bill Evans del ‘74 al Village su vinile originale o su CD. Questo però non ha cambiato la sostanza dei fatti: che non solo il vinile è superato, pur lottando ancora per la sopravvivenza con slanci di vintage, ma addirittura l’industria del CD scricchiola.
Forse sto esagerando, ma credo che ormai sia tempo. Per qualche anno ci sono stati tentativi maldestri a destra e a manca, ma se Sony, Amazon ed Apple mettono in campo i denari, allora davvero forse è la volta buona. E non posso credere che non si imporranno questi reader, col loro enorme potenziale di possibilità.
Pensate alla possibilità di avere tutta la vostra biblioteca in tasca, tutta insieme. Alla possibilità di fare ricerche contemporaneamente su tutti i vostri libri, in pochi istanti. Alla possibilità di ascoltare audiolibri, di scaricare automaticamente il giornale, testate internazionali, tutte le mattine, senza nemmeno accendere il pc: New York Times, El Pais, Guardian.
Come resistere a tutto questo.
Resteranno sempre, resteremo, quelli che proprio non ne possono fare a meno di sfogliare, quelli che devono di tanto in tanto entrare in libreria e guardare, toccare, scegliere, impilare, comprare, per poi riporre sullo scaffale a casa e godere nel vedere che quasi non ce ne stanno più, che bisognerà decidersi a prendere una libreria nuova.
Resteranno e resteremo, bibliofili ancor prima di essere lettori. Continueremo a esserci, anche nel futuro, certamente. Con lo scaffale pieno, sì, ma sul tavolino il nostro reader.
Cosa ne sarà del libro dopo, quando ci saranno solo i figli dei nostri figli, non lo sa nessuno e men che meno io.