Più Monocolo per tutti

massimiliano01 wrote this at 15:03 :

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A tre anni di distanza dalla pubblicazione del numero 0 del Giornale letterario il Monocolo, pubblicato dall’associazione culturale omonima di cui ho l’onore di essere presidente, sono e siamo consapevoli della qualità del lavoro compiuto, ma anche del fatto che, ad eccezione degli abbonati e dei pochi che ebbero la possibilità di comprarlo, difficilmente il nostro tabloid potrebbe avere nuovi lettori.
I sei numeri pubblicati da luglio 2005 a ottobre 2006 sono disponibili presso la Biblioteca Civica di Verona, certo, e con il prestito interbibliotecario chiunque potrebbe raggiungerli. Ma c’è un modo più semplice e veloce per dare a tutti coloro che lo desirino la possibilità di leggere i più di 50 articoli, saggi, interviste, traduzioni inedite che sono riuniti in quelle pagine: pubblicarli online.
A confortare la nostra convinzione che vi sia un pubblico per il nostro archivio abbiamo le statistiche di download degli articoli che, seppur in numero ridottissimo, siamo andati pubblicando da un anno a questa parte sul Monocolo Online. Quindi a partire dal primo luglio 2008, e con cadenza trimestrale come fu per l’amato tabloid su carta, pubblicheremo i numeri del Giornale letterario il Monocolo.
Già ora è disponibile il numero 0 di luglio 2005. A ottobre usciremo con prossimo.
Un’emozione che si rinnova.

Forse che sia la volta buona?

massimiliano01 wrote this at 19:54 :

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Qual è il problema?
Che costano troppo? Il prezzo si abbasserà, come è successo con l’iPod. Che la batteria dura troppo poco? Grazie all’inchiostro elettronico l’autonomia può superare le 30 ore. Che il design è, davvero, troppo brutto? Ce ne sono anche di esteticamente piacevoli, attraenti, e ad ogni modo ce ne saranno sicuramente di nuovi, sempre più belli, sempre più versatili, potenti.
Allora dove sta il problema? Perché se chiediamo a un gruppo di amici lettori se compreranno un ebook reader quando ce ne saranno di accessibili sul mercato italiano, tutti si affrettano a dire che mai e poi mai leggeranno un libro in ebook?
Qual è il problema. Semplicemente, che non è la stessa cosa? Che non è la stessa cosa leggere un romanzo sulla carta e leggerlo su di un pezzo di plastica traslucido? Certo che non lo è. Come non è assolutamente la stessa cosa ascoltare il concerto di Bill Evans del ‘74 al Village su vinile originale o su CD. Questo però non ha cambiato la sostanza dei fatti: che non solo il vinile è superato, pur lottando ancora per la sopravvivenza con slanci di vintage, ma addirittura l’industria del CD scricchiola.
Forse sto esagerando, ma credo che ormai sia tempo. Per qualche anno ci sono stati tentativi maldestri a destra e a manca, ma se Sony, Amazon ed Apple mettono in campo i denari, allora davvero forse è la volta buona. E non posso credere che non si imporranno questi reader, col loro enorme potenziale di possibilità.
Pensate alla possibilità di avere tutta la vostra biblioteca in tasca, tutta insieme. Alla possibilità di fare ricerche contemporaneamente su tutti i vostri libri, in pochi istanti. Alla possibilità di ascoltare audiolibri, di scaricare automaticamente il giornale, testate internazionali, tutte le mattine, senza nemmeno accendere il pc: New York Times, El Pais, Guardian.
Come resistere a tutto questo.
Resteranno sempre, resteremo, quelli che proprio non ne possono fare a meno di sfogliare, quelli che devono di tanto in tanto entrare in libreria e guardare, toccare, scegliere, impilare, comprare, per poi riporre sullo scaffale a casa e godere nel vedere che quasi non ce ne stanno più, che bisognerà decidersi a prendere una libreria nuova.
Resteranno e resteremo, bibliofili ancor prima di essere lettori. Continueremo a esserci, anche nel futuro, certamente. Con lo scaffale pieno, sì, ma sul tavolino il nostro reader.
Cosa ne sarà del libro dopo, quando ci saranno solo i figli dei nostri figli, non lo sa nessuno e men che meno io.

Cortázar inedito

massimiliano01 wrote this at 21:16 :

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Babelia, il supplemento letterario de El País, ha pubblicato oggi un inedito di Julio Cortázar. Il fatto è straordinario di per sé, e il titolo incuriosisce: Ciao, Verona. Le parole di chi annuncia brevemente la pubblicazione dal sito del quotidiano spagnolo ci dicono che il racconto si era “nascosto”, momentaneamente, nell’insieme delle opere lasciate dalla vedova Aurora Bernárdez alla storica agente letteraria Carmen Balcells, che dalla morte dell’autore ne gestisce i diritti. È forse l’ultimo scritto da Cortázar, conta circa 16 pagine e va a completare (in parte, solamente in parte) uno dei temi autobiografici che serpeggiano nell’opera complessa e multiforme dello scrittore argentino.
Di più, per ora, non sappiamo. Evidentemente non ci resta che aspettare (o chiedere a qualche amico o amica in terra di Spagna di spedircene una copia…).