Facebook è ancora solo un social network?

massimiliano01 wrote this at 15:12 :

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Probabilmente lo è ancora, ma sta cambiando il livello dei propri obiettivi.
O per meglio dire, coloro che “abitano” Facebook, proprio perché ormai solidamente proprietari di una proiezione di se stessi all’interno di questa rete, non si accontentano più di vederla, ma la fanno muovere. Non più una foto, ma un film, se mi si passa la metafora.
E hanno iniziato una seconda vita (molto più autentica di una Second Life) nel web. Un’escalation inarrestabile. In quattro anni, dalla fondazione agli odierni 100.000.000 di utenti. Primo network al mondo per numero di utenti, più di MySpace, LinkedIn, aNobii, eccetera.
E se è vero che esiste una nutrita schiera di facebookiani entusiasti che riempie il proprio account di applicazioni e quiz e gruppi e foto per puro passatempo e divertimento, è sempre più frequente che professionisti di vari settori, una volta entrati in confidenza con i propri omologhi o collaboratori in altre aziende, passino direttamente a mantenere il rapporto in Facebook. Vuoi mettere la comodità di vedere se la persona che vuoi chiamare o a cui vuoi mandare un’email è online, offline, alla scrivania oppure no, cosa gli è capitato ieri, come gli sono andate le vacanze, se è di cattivo umore… è un po’ come avere l’ufficio di fianco al suo: bussi alla porta, metti dentro la testa, dai un occhio alla situazione, saluti. E nel frattempo passi la pratica, discuti la proposta per il prossimo ordine, lo aggiorni sul catalogo…
Non è incredibile? 100.000.000 di persone che sono se stesse (nei termini del possibile) nello stesso network. Perché forse è proprio questo il punto. Su MySpace sono dei musicisti, o appassionati di musica. Su LinkedIn sono dei professionisti o degli impiegati o dei direttori aziendali. Su aNobii sono degli lettori, scrittori o operatori del settore. Su Facebook invece sono tutto questo, certo, ma prima di tutto sono un nome e cognome.
E questo permette quantomeno di chiedersi se Facebook, o ciò che lo sostituirà nel prossimo futuro, è da considerarsi ancora “solo” un social network per come lo abbiamo pensato fino a ieri.

Libri di corsa

massimiliano01 wrote this at 17:31 :

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In genere non ascolto musica quando vado a correre. Anche se riconosco che un buon ritmo nelle orecchie può dare un buon passo nei piedi. Di solito, ad ogni modo, preferisco ascoltare l’ambiente che mi circonda: i suoni della natura se sono in campagna, i rumori di auto e moto se sono per strada (anche fosse solo per scansarmi quando passano ed evitare che mi sfiorino, o peggio mi colpiscano, con i loro specchietti).
Una delle mie più grandi passioni, con la corsa, sono gli audiolibri. E non avevo mai pensato sarebbe stata una buona idea unire l’una agli altri. Già con la musica a volte è complicato, figurarsi con un libro. Avevo, diciamo, grosse riserve e molti pregiudizi.
Pochi giorni fa però ho portato con me I segreti di bosco vecchio di Dino Buzzati. Più o meno un’ora di racconto per un’ora di percorso lungo un canale che conosco bene. Tutto calcolato, così che il libro finisse con lo scadere dei chilometri. Il risultato è stato che ho ascoltato le ultime parole che ero in vista ormai della mia macchina. Perfetto. Non ero stanco e la mia attenzione al libro è stata alta per tutto il tragitto. Ha funzionato, insomma, e ho dovuto ricredermi.
La tecnologia ci sta mettendo a disposizione strumenti, quali gli ebook reader e gli audiolibri, che apparentemente non appartengono alla tradizione, sulla cui utilità ci si interroga. Funzioneranno? Bah. La loro distanza dalla nostra consuetudine è però solo apparente, per l’appunto.
Un ebook che appare sullo schermo di un kindle, per esempio, è pur sempre un libro che si legge con gli occhi, e un file .mp3 di un romanzo qualsiasi è pur sempre una voce che racconta una storia e che noi ascoltiamo. Come hanno fatto gli uomini per secoli e secoli.
Quanto ci impiegheremo ad abbattere le resistenze che la nostra rigida abitudine (tra i nostri mali più grandi, diceva Proust) oppone a questi strumenti e a queste nuove situazioni? Non credo sarà una lunga attesa e, per quanto mi riguarda, domani porterò Svevo a fare un giro sulla litoranea del lago.

Forse che sia la volta buona?

massimiliano01 wrote this at 19:54 :

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Qual è il problema?
Che costano troppo? Il prezzo si abbasserà, come è successo con l’iPod. Che la batteria dura troppo poco? Grazie all’inchiostro elettronico l’autonomia può superare le 30 ore. Che il design è, davvero, troppo brutto? Ce ne sono anche di esteticamente piacevoli, attraenti, e ad ogni modo ce ne saranno sicuramente di nuovi, sempre più belli, sempre più versatili, potenti.
Allora dove sta il problema? Perché se chiediamo a un gruppo di amici lettori se compreranno un ebook reader quando ce ne saranno di accessibili sul mercato italiano, tutti si affrettano a dire che mai e poi mai leggeranno un libro in ebook?
Qual è il problema. Semplicemente, che non è la stessa cosa? Che non è la stessa cosa leggere un romanzo sulla carta e leggerlo su di un pezzo di plastica traslucido? Certo che non lo è. Come non è assolutamente la stessa cosa ascoltare il concerto di Bill Evans del ‘74 al Village su vinile originale o su CD. Questo però non ha cambiato la sostanza dei fatti: che non solo il vinile è superato, pur lottando ancora per la sopravvivenza con slanci di vintage, ma addirittura l’industria del CD scricchiola.
Forse sto esagerando, ma credo che ormai sia tempo. Per qualche anno ci sono stati tentativi maldestri a destra e a manca, ma se Sony, Amazon ed Apple mettono in campo i denari, allora davvero forse è la volta buona. E non posso credere che non si imporranno questi reader, col loro enorme potenziale di possibilità.
Pensate alla possibilità di avere tutta la vostra biblioteca in tasca, tutta insieme. Alla possibilità di fare ricerche contemporaneamente su tutti i vostri libri, in pochi istanti. Alla possibilità di ascoltare audiolibri, di scaricare automaticamente il giornale, testate internazionali, tutte le mattine, senza nemmeno accendere il pc: New York Times, El Pais, Guardian.
Come resistere a tutto questo.
Resteranno sempre, resteremo, quelli che proprio non ne possono fare a meno di sfogliare, quelli che devono di tanto in tanto entrare in libreria e guardare, toccare, scegliere, impilare, comprare, per poi riporre sullo scaffale a casa e godere nel vedere che quasi non ce ne stanno più, che bisognerà decidersi a prendere una libreria nuova.
Resteranno e resteremo, bibliofili ancor prima di essere lettori. Continueremo a esserci, anche nel futuro, certamente. Con lo scaffale pieno, sì, ma sul tavolino il nostro reader.
Cosa ne sarà del libro dopo, quando ci saranno solo i figli dei nostri figli, non lo sa nessuno e men che meno io.

È tornato

massimiliano01 wrote this at 08:10 :

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Per chi ha la mia età, parlare del browser Navigator sa di nostalgia e di fresca gioventù. Il primo antagonista di Explorer, l’antecedente di Mozilla Firefox, il browser che per primo ha cercato di creare un’alternativa al potere assoluto (e sempre meno tale) di Gates e dei prodotti Microsoft.
Da anni è relegato allo 0,… del movimento degli utenti del web, ma ora è tornato nelle mani del primo team storico di sviluppatori che hanno presentato una versione che è una major release coi fiocchi, subito con le versioni per mac e linux, puntando non solo a dare un colpo d’anca al vecchio Explorer, ma anche al “cugino” Mozilla.
Che dire, ben tornato Navigator.

E già che ci siamo… ricordiamo che esiste anche OpenOffice.

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