Libri di corsa

massimiliano01 wrote this at 17:31 :

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In genere non ascolto musica quando vado a correre. Anche se riconosco che un buon ritmo nelle orecchie può dare un buon passo nei piedi. Di solito, ad ogni modo, preferisco ascoltare l’ambiente che mi circonda: i suoni della natura se sono in campagna, i rumori di auto e moto se sono per strada (anche fosse solo per scansarmi quando passano ed evitare che mi sfiorino, o peggio mi colpiscano, con i loro specchietti).
Una delle mie più grandi passioni, con la corsa, sono gli audiolibri. E non avevo mai pensato sarebbe stata una buona idea unire l’una agli altri. Già con la musica a volte è complicato, figurarsi con un libro. Avevo, diciamo, grosse riserve e molti pregiudizi.
Pochi giorni fa però ho portato con me I segreti di bosco vecchio di Dino Buzzati. Più o meno un’ora di racconto per un’ora di percorso lungo un canale che conosco bene. Tutto calcolato, così che il libro finisse con lo scadere dei chilometri. Il risultato è stato che ho ascoltato le ultime parole che ero in vista ormai della mia macchina. Perfetto. Non ero stanco e la mia attenzione al libro è stata alta per tutto il tragitto. Ha funzionato, insomma, e ho dovuto ricredermi.
La tecnologia ci sta mettendo a disposizione strumenti, quali gli ebook reader e gli audiolibri, che apparentemente non appartengono alla tradizione, sulla cui utilità ci si interroga. Funzioneranno? Bah. La loro distanza dalla nostra consuetudine è però solo apparente, per l’appunto.
Un ebook che appare sullo schermo di un kindle, per esempio, è pur sempre un libro che si legge con gli occhi, e un file .mp3 di un romanzo qualsiasi è pur sempre una voce che racconta una storia e che noi ascoltiamo. Come hanno fatto gli uomini per secoli e secoli.
Quanto ci impiegheremo ad abbattere le resistenze che la nostra rigida abitudine (tra i nostri mali più grandi, diceva Proust) oppone a questi strumenti e a queste nuove situazioni? Non credo sarà una lunga attesa e, per quanto mi riguarda, domani porterò Svevo a fare un giro sulla litoranea del lago.

Il blog dell’agenzia letteraria Trentin e Zantedeschi

massimiliano01 wrote this at 12:15 :

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Onthedesk, questo è il nome che Rossano Trentin ed io abbiamo dato al blog della nostra agenzia, sulla scrivania, dove si trovano le nuove uscite, le cartelle stampa, le date degli eventi, delle presentazioni e degli appuntamenti.
Onthedesk darà eco alle novità che si succederanno nella nostra attività di promozione editoriale e si propone come punto di riferimento per chiunque vorrà seguerle.

Per visitare il blog, clicca qui.

Centenari da ricordare

massimiliano01 wrote this at 08:40 :

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Era il 6 novembre 1907. Sono passati cent’anni, stando agli autografi, dal giorno in cui Miguel de Unamuno ha completato la redazione di quel breve saggio intitolato Mi religión, che racchiude in poche parole buona parte della sua filosofia, della sua forza, delle sue debolezze, della sua speranza in un mondo libero fatto di persone vere, libere, vive e capaci di confrontarsi.
Due mesi prima, precisamente l’8 settembre 1907, Pio X completava e promulgava l’enciclica Pascendi Dominici Gregis, con la quale la chiesa scomunicava modernismo e modernisti e di fatto dichiarava il suo rifiuto al dialogo con una società, quella d’inizio ‘900, che fu la prima a entrare davvero nella difficoltà e nelle contraddizioni dell’Età in cui viviamo.
E io credo che questi siano due centenari da ricordare.
In un senso e nell’altro.

Per chi vuole qualche informazione in più su Miguel de Unamuno consiglio:
Unamuno su Wikipedia

Per chi vuole leggere il testo integrale dell’enciclica Pascendi:
Enciclica Pascendi Dominici Gregis

Cortázar inedito

massimiliano01 wrote this at 21:16 :

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Babelia, il supplemento letterario de El País, ha pubblicato oggi un inedito di Julio Cortázar. Il fatto è straordinario di per sé, e il titolo incuriosisce: Ciao, Verona. Le parole di chi annuncia brevemente la pubblicazione dal sito del quotidiano spagnolo ci dicono che il racconto si era “nascosto”, momentaneamente, nell’insieme delle opere lasciate dalla vedova Aurora Bernárdez alla storica agente letteraria Carmen Balcells, che dalla morte dell’autore ne gestisce i diritti. È forse l’ultimo scritto da Cortázar, conta circa 16 pagine e va a completare (in parte, solamente in parte) uno dei temi autobiografici che serpeggiano nell’opera complessa e multiforme dello scrittore argentino.
Di più, per ora, non sappiamo. Evidentemente non ci resta che aspettare (o chiedere a qualche amico o amica in terra di Spagna di spedircene una copia…).