Le vignette del Monocolo

massimiliano01 wrote this at 18:02 :

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Non sono mai stato bravo a disegnare, perň mi divertono molto le vignette e a volte ne disegno. I fumetti mi appassionano, i romanzi illustrati e le graphic novel ancor di piů. Ma le vignette hanno un potere che č difficile ottenere con una storia raccontata. Un’immagine ferma, poche parole, a volte nessuna, e l’incanto č fatto. Mi vengono in mente le vignette del New Yorker, che per me sono il meglio e chi le conosce capisce cosa intendo.
Mi piacerebbe molto si creasse sul blog del Monocolo uno luogo di scambio e pubblicazione di vignette, quindi chi ne ha e vuole proporne al giornale, scriva a questo indirizzo.

Per chi vuole informazioni sul blog del Monocolo:
Blog del Giornale letterario il Monocolo

Per chi non conosce le vignette del New Yorker:
New Yorker

Centenari da ricordare

massimiliano01 wrote this at 08:40 :

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Era il 6 novembre 1907. Sono passati cent’anni, stando agli autografi, dal giorno in cui Miguel de Unamuno ha completato la redazione di quel breve saggio intitolato Mi religión, che racchiude in poche parole buona parte della sua filosofia, della sua forza, delle sue debolezze, della sua speranza in un mondo libero fatto di persone vere, libere, vive e capaci di confrontarsi.
Due mesi prima, precisamente l’8 settembre 1907, Pio X completava e promulgava l’enciclica Pascendi Dominici Gregis, con la quale la chiesa scomunicava modernismo e modernisti e di fatto dichiarava il suo rifiuto al dialogo con una societŕ, quella d’inizio ‘900, che fu la prima a entrare davvero nella difficoltŕ e nelle contraddizioni dell’Etŕ in cui viviamo.
E io credo che questi siano due centenari da ricordare.
In un senso e nell’altro.

Per chi vuole qualche informazione in piů su Miguel de Unamuno consiglio:
Unamuno su Wikipedia

Per chi vuole leggere il testo integrale dell’enciclica Pascendi:
Enciclica Pascendi Dominici Gregis

Cortázar inedito

massimiliano01 wrote this at 21:16 :

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Babelia, il supplemento letterario de El País, ha pubblicato oggi un inedito di Julio Cortázar. Il fatto č straordinario di per sé, e il titolo incuriosisce: Ciao, Verona. Le parole di chi annuncia brevemente la pubblicazione dal sito del quotidiano spagnolo ci dicono che il racconto si era “nascosto”, momentaneamente, nell’insieme delle opere lasciate dalla vedova Aurora Bernárdez alla storica agente letteraria Carmen Balcells, che dalla morte dell’autore ne gestisce i diritti. Č forse l’ultimo scritto da Cortázar, conta circa 16 pagine e va a completare (in parte, solamente in parte) uno dei temi autobiografici che serpeggiano nell’opera complessa e multiforme dello scrittore argentino.
Di piů, per ora, non sappiamo. Evidentemente non ci resta che aspettare (o chiedere a qualche amico o amica in terra di Spagna di spedircene una copia…).